Nel nostro mondo esistono due realtà operative, praticate da persone che sebbene si occupino di sicurezza perseguono obiettivi diversi.
Alcuni tutelano e finanziano l’istituzione per la quale lavorano, altri, la maggior parte, tutelano il bene a più alto valore costituzionale, il bene comune, se stessi, i lavoratori e le organizzazioni. La differenza è sostanziale.
I primi fanno sicurezza “lineare”, che parte dal punto A e arriva al punto B, ha un’inizio e una fine, ha inizio con la constatazione di una non conformità, un reato, e termina con prescrizioni e sanzioni.
Un problema affrontato in modo “lineare” non è risolto, e probabilmente si ripresenterà, farà altri danni nel peggiore di casi, altre sanzioni nei migliori.
io credo nel metodo circolare
Credo nella condivisione e nella collaborazione, credo nell’accrescimento consapevole, credo nella presa di coscienza e nell’approfondimento, credo alle persone e al gruppo.
Credo in chi indaga, individua, valuta, elabora, controlla e rielabora se necessario, le migliori soluzioni per eliminare le vere cause del problema, e far si che queste non si ripresentino più.
Credo a chi ha sviluppato la capacità di gestire gli elementi del sistema oggettivamente controllabili, e che dipendono solo da capacità personali, credo nell’applicazione di metodi e nell’uso di strumenti in grado di ridurre gli errori e le distrazioni al fine di massimizzare potenziale e performance di ogni soggetto coinvolto nel processo.
Questo è forse l’unico modo per creare e diffondere una sana Cultura della Sicurezza.