Con colpa, nel Diritto Italiano, si indica un atto giuridico del quale l’agente non voleva la realizzazione dell’evento rilevante, evento che tuttavia si è verificato in base a diverse cause.
L’argomento è delicato, perché inserito nell’ambito del diritto penale e perché legato alla ricerca della cosi detta “volontà colpevole”.
La domanda che mi sono sempre posto ogni qual volta ho dovuto affrontare questioni legate alla sicurezza delle persone, ed analizzare le cause che hanno causato morti, infortuni o malattie professionali è sempre stata la stessa, Perché?
Analizzato il punto di partenza, noto il punto di arrivo, mi accorgo che il percorso tracciato per raggiungere l’obiettivo con i migliori auspici, “sinecura”, subisce modifiche e deviazioni, incontra imprevisti e problemi, interferenze che richiedono elevate capacità gestionali.
Ciò che leggerete non dimostra nulla, mostra solamente un aspetto, una parte dell’obbligo, che si conclude solo ed esclusivamente con l’azione di misure di prevenzione di protezione e controllo efficaci. Ogni mancanza rappresenta un’omissione.
Nel 2005 l’OMS ha raccomandato a tutti i Paesi dell’Unione Europea di mettere a punto un Piano Pandemico Nazionale e di mantenerlo aggiornato costantemente, perché fosse di riferimento per la predisposizione dei conseguenti Piani Operativi Regionali.
L’Italia, dal 2006, ha un Piano di Emergenza Nazionale in risposta ad una Pandemia Influenzale, ed è consultabile sul sito del Ministero della Salute (consultabile da qui)
Al momento il Piano di Emergenza Nazionale esiste, almeno sulla carta, ma non ho certezza che esista un Piano Operativo Regionale, almeno per la Regione Lazio, almeno sulla carta.
Ho la percezione che le raccomandazioni fornite dall’OMS siano state disattese.
La Sicurezza Nazionale, è assimilabile a quella di una grande azienda, dipende da un processo di notevole valore, il noto “Risk Assessment”, da considerare punto di partenza per un approccio oggettivo alla gestione della salute e della sicurezza di un intero Paese.
L’identificazione delle misure preventive e protettive dipendono da questa valutazione.
Garantire la Salute Pubblica è un obiettivo di altissimo valore, nelle mani del valutatore c’è il bene a più altro valore Costituzionale, una responsabilità grandissima, che richiede conoscenza, ed esperienza, richiede competenza.
Non voglio credere alla storia del super virus creato dai Cinesi, non voglio credere a scenari apocalittici progettati per distruggere l’umanità o parte di essa, voglio credere alla sottovalutazione, all’incompetenza e alla disorganizzazione.
Ma cosa prevedeva il Piano Nazionale? o meglio, cosa avrebbe dovuto prevedere il Piano Pandemico Regionale redatto sulla base delle Raccomandazioni OMS? Quali gli obiettivi?
Il Piano aveva uno scopo ben preciso, rafforzare la preparazione alla pandemia a livello Nazionale e Regionale in modo da:
- Identificare, confermare e descrivere rapidamente casi di influenza causati da nuovi sottotipi virali, in modo da riconoscere tempestivamente l’inizio della pandemia;
- Minimizzare il rischio di trasmissione e limitare la morbosità e la mortalità dovute alla pandemia;
- Ridurre l’impatto della pandemia sui servizi sanitari e sociali ed assicurare il mantenimento dei servizi essenziali
- Assicurare una adeguata formazione del personale coinvolto nella risposta alla pandemia
- Garantire informazioni aggiornate e tempestive per i decisori, gli operatori sanitari, media ed il pubblico
- Monitorare l’efficienza degli interventi intrapresi
Le azioni chiave per raggiungere gli obiettivi del Piano erano:
- Migliorare la sorveglianza epidemiologica e virologica;
- Attuare misure di prevenzione e controllo dell’infezione (misure di sanità pubblica, profilassi con antivirali, vaccinazione)
- Garantire il trattamento e l’assistenza dei casi
- Mettere a punto piani di emergenza per mantenere la funzionalità dei servizi sanitari ed altri servizi essenziali
- Mettere a punto un Piano di formazione
- Mettere a punto adeguate strategie di comunicazione
- Monitorare l’attuazione delle azioni pianificate per fase di rischio, le capacità e le risorse esistenti per la risposta, le risorse aggiuntive necessarie, l’efficacia degli interventi intrapresi
il monitoraggio deve avvenire in maniera continuativa e trasversale, integrando ed analizzando i dati provenienti dai diversi sistemi informativi.
Le misure e le azioni che avrebbero dovuto essere attivate dagli Stati Europei, preso atto degli eventi e degli interventi straordinari messi in campo dalla Cina a partire dal 23 Gennaio 2020, hanno subito, gli effetti di una generale impreparazione ed assenza di strumenti di prevenzione e difesa efficaci.
I virus non conoscono frontiere e non si fermano con prove o tentativi, serve tempestività, preparazione e competenza.
E’ necessario agire procedure e protocolli testati, misure straordinarie, mirate a ridurre drasticamente gli effetti collaterali della diffusione di uno dei peggiori nemici della salute pubblica finora conosciuti, una struttura biologica quasi autosufficiente “grande” cento volte più piccola di una cellula.
Un’emergenza di tali proporzioni necessita di risposte centralizzate, rapide, coordinate e globali, deve presupporre una pianificazione minuziosa condivisa dai responsabili che agiranno le conseguenti misure contenitive, perché il momento di agire non lascerà tempo sufficiente per decisioni ulteriori, sarà solo il momento di giocare la partita, uno per tutti, tutti per uno.
Le giuste premesse servono a poco se non sono seguite da azioni coerenti ed efficaci. Il Piano Nazionale di Preparazione e risposta ad un Pandemia Influenzale, recita:
Una pandemia influenzale costituisce una minaccia per la sicurezza dello Stato: il coordinamento condiviso fra Stato e Regioni e la gestione coordinata costituiscono garanzia di armonizzazione delle misure con quelle che, raccomandate dall’OMS, verranno intraprese da altri Paesi.
Inoltre, considerando le ricadute che un rischio sanitario determina sui diversi settori della vita sociale, le misure sanitarie vanno armonizzate con quelle intraprese da altri soggetti istituzionali non sanitari.
Pertanto, il Piano individua le azioni chiave per le Autorità sanitarie nazionali e Regionali e per gli altri Attori coinvolti ed elenca le misure che devono essere adottate per ogni fase.
Tali azioni e misure seguono l’accezione dei Livelli Essenziali di Assistenza adottati in Italia, costituendo il minimo essenziale da garantire.
“Il Ministero della salute si fa carico di concordare con le Regioni le attività sanitarie e con i Dicasteri coinvolti le attività extrasanitarie necessarie per la preparazione e la risposta ad una pandemia nonché gli aspetti etici, legali ed internazionali, ivi compresi gli eventuali accordi bilaterali che si dovessero rendere necessari con altri Paesi, a supporto delle attività”
Ma era cosi difficile fare una valutazione del rischio?
Una valutazione del rischio quantitativa, richiede la determinazione di due componenti del rischio: la gravità di una potenziale perdita (detta “magnitudo”) e la probabilità che tale perdita si realizzi.
Per “rischio accettabile” si intende un certo rischio che è conosciuto e tollerato, accettato, generalmente perché i costi e le difficoltà per realizzare una contromisura efficace risulterebbero eccessivi se confrontati con l’aspettativa della perdita.
Il rischio potenziale al quale 60 milioni di Italiani sono esposti, era prevedibile, è intollerabile e non rientra tra i rischi accettabili, i danni e i costi conseguenti sono inestimabili.
La perdita potenziale, il danno o la magnitudo, è altresì nota, ed era nota anche ai redattori del Piano Nazionale di Preparazione e Risposta ad una Pandemia Influenzale, visto che “considerando le ricadute che un rischio sanitario determina sui diversi settori della vita sociale,” un evento di tale dimensioni veniva considerato “… una minaccia per la sicurezza dello Stato”.
Stiamo Vivendo un’esperienza surreale e la lettura del documento firmato CMM (Centro Nazionale per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie del Ministero della Salute), lascia basiti.
Le azioni chiave che il Governo e le Regioni avrebbero dovuto intraprendere nel più breve tempo possibile, allo scopo di perseguire gli obiettivi che il Piano stesso si prefiggeva costituiscono presunte omissioni.
Allora Perché ! Cosa è successo?
E’ successo ancora una volta che alcune variabili hanno interferito nei processi decisionali associati a fattori potenzialmente dannosi per la salute pubblica e la vita sociale di milioni di persone.
Abbiamo subito gli effetti del Fattore Umano, la più imponderabile delle variabili.
Per capire la causa del problema, la causa radice, possiamo concentrarci sulla teoria individualista, agli uomini ai quali possono essere attribuite le cause dirette degli incidenti.
Sebbene abbiamo a che fare con organizzazioni articolate, a capo di ognuna di esse c’è un uomo, che ha il potere di scegliere e decidere, un uomo sul quale grava la più alta responsabilità.
Qualcuno ha dato prova di avere una scarsa percezione dei rischio, di avere scarsa conoscenza dei pericoli e di quanto immediato potesse essere il danno conseguente, qualcuno ha sottovalutato la concentrazione del danno nel tempo.
Qualcun altro ha messo in atto azioni incongruenti con il pericolo esistente esponendoci a danni materiali e perdita di vite umane, altri non hanno messo in atto nessuna azione, pur dovendo.
Altri ancora hanno preso decisioni di valore che hanno indebolito, svilito e disarmato l’intera struttura sanitaria nazionale, nonostante tutto, ancora una delle migliori al mondo.
Ci siamo lasciati guidare da un modo di lavorare decisamente obsoleto, arcaico, analogico, eccessivamente burocratico e farraginoso, le cui attese, stanno creano danni incalcolabili;
Stiamo subendo i danni di un Piano Nazionale disatteso e di un Piano Regionale mai elaborato, stiamo subendo i danni di una gestione Superficiale, Sommaria e Irresponsabile.
Non c’è altro da dire, il resto lo decideremo noi, il futuro sarà costruito dalle nostre scelte, da nuovi atteggiamenti ed abitudini che agiremo, la trasformazione che stiamo vivendo ora ci permetterà di vedere ancora il sole splendere.
Di chi è la colpa?, non certo la nostra.