E’ solo una questione Mentale

C8B3AADC-8B28-4E79-90DA-5DB404D34C92_4_5005_c

Se ancora pensate che lavorare in sicurezza sia una questione pratica preparatevi a cambiare idea, i tempi sono cambiati e non in meglio, lavorare in sicurezza è solo una questione mentale, il resto solo una conseguenza.

Quante volte abbiamo sentito dire “è una questione mentale”… piuttosto che, “la libertà è uno stato mentale” o ancora, “la fatica è uno stato mentale”, tante immagino, ma no so quante volte avete provato a soffermarvi a dargli un peso, un valore, ed approfondire.

Penso a questa affermazione in generale, quando mi imbatto in attività professionali condotte dai Lavoratori,  specialisti o meglio professionisti di settore, armati fino ai denti di mezzi, attrezzature e dispositivi di protezione, che spesso utilizzano male o impropriamente, di fatto in modo del tutto inefficace.

Non è certo l’elmetto che evita danni al capo, non è certo un imbrago della migliore marca che impedisce la caduta dall’alto, non è mai solo una questione pratica, ma prevalentemente mentale.

Difficilmente un DPI potrà fare il suo lavoro se non lo si utilizza o indossa in modo adeguato.

In un mondo decisamente pratico, come è possibile attribuire alla mente un ruolo cosi prevalente anche all’interno dei luoghi di lavoro?

Pensare che la mente svolga un ruolo di spicco solo mentre si pratica la meditazione o lo yoga è un grave errore, siamo decisamente vittime di uno degli inganni che questa riserva a tanti di noi. 

Il problema che siamo costretti ad affrontare tutti i giorni sul lavoro, nell’esecuzione delle più pericolose attività, è legato prevalentemente alla gestione dei nostri atteggiamenti, che inevitabilmente condizionano i risultati qualitativi del lavoro e spesso anche la nostra sicurezza.

“Controllare la mente è il più grande problema dell’uomo. Se egli ha soggiogato la mente, si può ben dire che sia l’imperatore degli imperatori”

Swami Sivananda.

Alla base del controllo della mente c’è il potere della concentrazione e del distacco da una realtà parallela fatta di saccenza, di pregiudizi, di mancanza di conoscenza, di informazioni sommarie, di rumore e distrazioni, di futili motivi e improbabili vantaggi.

Da una lettura dei comportamenti che molti lavoratori mettono in pratica, rilevo spesso la mancanza di consapevolezza, uno dei più importanti fattori che condizionano scelte ed azioni … la consapevolezza di essere perfettamente a conoscenza del luogo, dei pericoli e delle attività da svolgere.

Lavorare in prossimità di zone prospicienti il vuoto, a diverse decine di metri da terra, equipaggiati con DPI specifici, ma trascurare la necessità di essere efficacemente connessi ad un sistema di ancoraggio, significa ignorare i pericoli presenti e la gravità delle conseguenze di una caduta dall’alto.

Significa non avere capacità di percepire quel rischio come qualcosa di grave e di avere chiaro in mente o di immaginare cosa potrebbe accadere se qualcosa andasse storto.

Direttamente legato alla consapevolezza c’è un evidente distacco dal “sè”, dall’ambiente e dalla realtà oggettiva.

Il caso osservato metteva in evidenza come tutti i lavoratori coinvolti, sebbene fossero equipaggiati di tutto punto, avessero dimenticato di aver indosso un imbrago e un dispositivo di posizionamento.

C’è sicuramente qualcosa di sbagliato che viene prima, che viene anteposto alla sicurezza, anzi no, qualcosa che certamente scombina l’ordine delle priorità, stravolge o congela un mindset in parte già compromesso da tutta una serie di caratteristiche stabili personali dell’individuo che fungono da amplificatori del rischio, moltiplicatori di una già elevata propensione al rischio, in grado di condurre all’epilogo indesiderato.

E’ chiaro, è tutta una questione mentale, si perchè prendersi cura di se e degli altri ha a che fare con i nostri più profondi sentimenti, perchè solo la mente è in grado di pensare, di ragionare e di tener conto di variabili e circostanze che possono o potrebbero modificare gli eventi, il cervello è solo un mero strumento.

La mente è quindi quella facoltà che ci rende coscienti e consapevoli di noi stessi, coscienza e consapevolezza ci consentono di distinguere, di fare scelte dotate di senso e di agire responsabilmente.

Per migliorare e elevare le nostre performance in ambito lavorativo dobbiamo imparare a controllare la nostra mente, perchè non ci inganni ed induca in errore,  esercizio costante e determinazione non dovranno mancare, l’impresa sarà difficile ma non impossibile.

Dovremo imparare a gestire il nostro lavoro, certi di saperlo fare naturalmente, e dare priorità alle attività che consentono di svolgerlo in sicurezza e in qualità.

L’atteggiamento mentale è quindi l’anello debole di quella catena alla quale ogni giorno ci ancoriamo, alleniamoci costantemente per evitare che si indebolisca e si spezzi.

Alessandro Medini

Subscribe to our Newsletter

Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit. Ut elit tellus, luctus nec ullamcorper mattis, pulvinar dapibus leo.

Condividi questo articolo

©2020 Per. Ind. Alessandro Medini | Partita IVA 01921590590 | Privacy Policy(function (w,d) {var loader = function () {var s = d.createElement("script"), tag = d.getElementsByTagName("script")[0]; s.src="https://cdn.iubenda.com/iubenda.js"; tag.parentNode.insertBefore(s,tag);}; if(w.addEventListener){w.addEventListener("load", loader, false);}else if(w.attachEvent){w.attachEvent("onload", loader);}else{w.onload = loader;}})(window, document); | Cookie Policy(function (w,d) {var loader = function () {var s = d.createElement("script"), tag = d.getElementsByTagName("script")[0]; s.src="https://cdn.iubenda.com/iubenda.js"; tag.parentNode.insertBefore(s,tag);}; if(w.addEventListener){w.addEventListener("load", loader, false);}else if(w.attachEvent){w.attachEvent("onload", loader);}else{w.onload = loader;}})(window, document);