Il potere della paura

il potere della paura

Uomini e Donne continuano a perdere la vita, gli infortuni sul lavoro registrano sempre un trend di crescita inaccettabile.

Ogni volta che ciò accade si aggiornano le statistiche, si riparte dallo stesso luogo istituzionale, verso il solito sacrosanto obiettivo, infilando in valigia sempre più cose, dando per scontato che siano tutte utili.

La verità sarà pure scomoda, ma è in grado di orientare verso un interesse reale, ovvero la necessità di trovare e risolvere le cause principali di questo problema.

La paura non ha più un corpo, e si ha l’idea che il “potere” sia l’unica soluzione.

L’Italia è prigioniera di un sistema alterato da uno stato sociale alla deriva, dall’incertezza e dalla precarietà da un lato, dalla voglia di riscatto e di crescita dall’altro, e si continua a morire di lavoro.

Dietro ogni morte sul lavoro c’è una causa radice che ha bisogno di essere risolta, ma spesso, purtroppo, fa comodo rimanere in superficie e trovare una giustificazione.

La giustificazione non ha bisogno di altro, basta a se stessa.

La causa implica una azione, determinata e risolutiva.

Pene più severe ed immediate, collaborazione con le aziende per individuare precocemente le debolezze in tema di sicurezza sul lavoro, questo in sintesi, è quello che prevede il Governo per ridurre i numeri di questa emergenza.

Nulla di tutto ciò funzionerà, se dovesse accadere, sarebbe un miracolo.

La verità è che gli uomini hanno perso la pancia, non hanno più paura, ed ora, paura e potere tornano ad essere due variabili della stessa equazione.

Nessuno si sottometterà alla paura del potere in nome di una dubbia garanzia.

La soluzione sta nell’ascolto di quel cervello dimenticato nel quale trovano sede tante emozioni, anche positive, sta nella riscoperta della paura, quella viscerale, che impedisce l’azione dinanzi ad un pericolo, che come un pugno allo stomaco ti ricorda di rispettare i tuoi principi e ti induce ad una azione sana, sia pure quella di fermarsi e ragionare su ciò che si sta per fare.

E’ spesso l’eccesso di confidenza che neutralizza l’ascolto di segnali importanti come la paura.

Per combattere l’eccesso di confidenza e di ottimismo, la sensazione di invincibilità e di controllo sull’incontrollabile, per non sopravvalutarsi, dobbiamo trovare la forza di cambiare, ed anche molto velocemente.

Dobbiamo concentrarci sulle maggiori e principali cause di indicenti sul lavoro, dobbiamo imparare ad osservare e ad osservarci, ad identificare gli errori e correggerli.

Il 90% di tutti gli incidenti, infortuni e malattie professionali sono direttamente riconducibili a comportamenti errati e solo una politica in grado di valorizzare il cambiamento dei comportamenti si rivelerà efficace misura di riduzione degli infortuni sul lavoro.

Abbiamo bisogno di accelerare il processo di cambiamento culturale tanto auspicato.

Alessandro Medini

 

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